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GLI ARMENI
L' Armenia
chiamata anche HAYASTAN , è un paese montuoso con una superficie
di 29.800 km2, che confina a nord con la Georgia, a
est con l’Azerbaigian a ovest con la Turchia e a sud L’Iran. La
capitale è Erevan, l’antica Erepuni fondata nel 782 A.C. che si
trova a circa 1000 metri d’altitudine dominata dal Monte Ararat
alto 5165 metri. La moneta è il Dram.La bandiera tricolore è
formata dal Rosso – Blu e arancione.La Religione è
Cristianesimo. Nel 1918 l’Armenia è proclamata Repubblica e nel
1920 viene sovietizzata. Nel settembre del 1991 dopo il crollo
dell’Unione Sovietica l’Armenia dichiara la propria indipendenza
e diventa Repubblica d’Armenia.Secondo ultime stime la
popolazione armena, discendente di popolazioni indoeuropee
giunte verso la fine del VII sec a.c., ammonterebbe a circa
9-10 milioni nel mondo di cui 3,5 milioni in Armenia, 2 - 2,5
milioni in Russia e dai 4 a 4,5 milioni nella diaspora.Nel
periodo anticristiano si sono succeduti sul territorio
dell’Armenia Storica varie occupazioni con una parentesi di
indipendenza sotto il Re Tigran il Grande, fondatore dell’Impero
Armeno, ricordato da Cicerone come “colui che fece tremare la
Repubblica Romana”.La tradizione fa risalire il primo annuncio
del Vangelo in Armenia, primo regno nella storia ad aver accolto
ufficialmente il cristianesimo, agli apostoli Taddeo e
Bartolomeo ma la conversione della corte armena è dovuta
all’apostolato di S. Gregorio l’ Illuminatore che nel 301
battezzò il re Tiridate III e la sua corte e da allora il
cristianesimo fu proclamato religione ufficiale del regno.
Questa scelta e la posizione geografica di frontiera
dell’Armenia sono state cause di molte persecuzioni e guerre.La
fine del IV secolo è segnata dalla divisione dell’Armenia tra
due imperi quello romano e quello persiano (387).Nel 405 il
monaco predicatore (Vartabet) Mesrob Mašdotz (361-440) inventò
un alfabeto proprio alla lingua armena parlata composto da 36
lettere, capace soprattutto di tradurre la Bibbia “Regina delle
traduzioni”. L’invenzione segnò l’inizio di un periodo d’oro
nella letteratura e nella vita spirituale della Chiesa.Le
pressioni per cambiare religione non ritardarono; verso la metà
del V secolo, la Persia, per la sicurezza e la compattezza
politica dell’impero, cercò di assimilare gli armeni tentando di
imporre il mazdeismo. Gli armeni pagarono un prezzo alto per il
loro rifiuto con la battaglia di Avarayr nel 451 con il
martirio del comandante
Vartan Mamikonian
ed i suoi compagni (Vasn Groni yev Haireniatz – Per la fede e la
patria).Tra occupazioni e guerre, il popolo armeno ha conosciuto
varie fioriture culturali: Il VI e VII secolo hanno visto
rifulgere l’architettura armena. Il IX secolo fortemente segnato
dalla figura di Gregorio di Narek il più grande poeta mistico,
vissuto tra il 945-1003, è il secolo della fioritura della città
di Ani – centro economico e culturale di tutta la regione..Dal
secolo XI e per quasi 300 anni, gli armeni crearono sulle coste
del mediterraneo il Regno di Cilicia, con capitale SIS, che
rimarrà anche sede secondaria del Catholicos dopo la primarziale
di Etchmiadzin.Nel XV secolo tutta l’Armenia è invasa dagli
ottomani. Nel 1800 i Russi occuparono il Karabagh e le altre
regioni dell’Armenia orientale. L’Armenia in questo periodo
conosce un risveglio culturale che ha come centri Costantinopoli
e Tiblisi dove vivevano un gran numero di armeni.Alla fine del
XIX secolo quando l’Impero Ottomano comincia la sua agonia e con
l’arrivo al potere dei Giovani Turchi, esplode l’ideologia
nazionalistica ed il panturanismo: dal 1809 al 1920 perirono più
di un milione e mezzo di armeni, è il primo genocidio del XX
secolo perpetrato, dall'allora governo turco, a danno di un
popolo fortemente legato al perdono evangelico..
“Il
grande Male - Metz Yeghern”
termine con il quale gli armeni chiamano il genocidio, è stato
la causa della formazione di una vasta diaspora armena in
tutto il mondo.

GLI ARMENI E L' ITALIA
In passato, fin dal tempo dei romani, fra gli Armeni e l'Italia
vi sono stati numerosi rapporti spesso di guerre ma non solo,
infatti ricordiamo che Nerone invitò il Re Tiridate I a recarsi
a Roma nel 66 d.C. per incoronarlo solennemente nel Foro.In un
passato più recente vi sono stati rapporti culturali e
commerciali con Venezia, Livorno, Taranto, Bari, Roma e dove
ancora oggi si possono trovare interessanti testimonianze di
presenze armene; ricordiamo fra queste le Chiese di: S. Andrea
de Armenis a Taranto, S. Georgius de Armenis a Bari, S. Gregorio
Illuminatore a Livorno ed il famosissimo S. Gregorio degli
Armeni a Napoli. Infine S. Maria Egiziaca (Tempio della Fortuna
Virile) tornata al comune di Roma e S. Biagio della Pagnotta in
via Giulia(Roma), dove a tutt'oggi si celebrano messe in rito
armeno.Dalla fine del XIX sec e all'inizio del XX i rapporti
sono diventati soprattutto culturali. Basti citare la Scuola di
Moorat Raphael tenuta dai Padri Mekhitaristi dove poeti e
scrittori armeni vengono a conoscenza dei sommi autori italiani
e ne subiscono una certa impronta; ricordiamo: Bechigtasclian,
Varujan, Terzian, Agemian, Dedurian...
Negli anni 20, i rapporti hanno preso una nuova piega, venendo a
crearsi la diaspora di profughi e di superstiti, a causa del
genocidio del 1915, e quindi numerosi armeni si insediarono in
diverse città d'Italia.In quegli anni il poeta Hrand Nazariantz
fondò il Villaggio Nor Arax presso Bari dove più di cento
connazionali, ammassati in baracche, fecero rinascere l'arte
della confezione dei celebri tappeti armeni.Sempre negli anni
'20 notevole fu l'esodo di 400 orfane che le Suore Armene
dell'Immacolata Concezione riuscirono a salvare ed accogliere
con l' aiuto dell'allora regnante Pontefice Pio XI che dispose
che queste bambine venissero ospitate nel Palazzo Pontificio di
Castelgandolfo dove rimasero fino al settembre del '23 e in
seguito trasferite a Torino.Attualmente la diaspora Armena in
Italia è composta da poche migliaia di persone impegnate nei
vari campi e raggruppati in diverse località, tra le quali
spiccano Venezia, Padova, Milano e Roma.
A Venezia, nel 1512 fu stampato il primo libro in armeno.
l'Isola di S. Lazzaro dei Padri Mekhitaristi, con la ricchissima
biblioteca, la tipografia ed il museo, dal 1717 svolge un ruolo
importantissimo per il mantenimento e la diffusione della
cultura armena.A Milano la Chiesa dei SS. Quaranta Martiri e la
Casa Armena raccolgono una numerosa comunità armena, dove sono
nate alcune associazioni tra armeni.A Padova, seppur in passato
c'è stata una grande affluenza armena, attualmente la comunità è
formata da alcune famiglie.
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